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Già gli arabeschi argillosi dei Calanchi sarebbero da soli uno spettacolo tale da stregare chiunque, ma quello che ha di speciale Civitella d’Agliano sono i colori, infatti non c’è chi non rimanga colpito dall’intensità del verde e del giallo dei campi, dall’azzurro pieno del cielo. Non a caso questa porzione di territorio tuscanico vanta una splendida oasi naturale, quella del lago di Alviano. I primi documenti storici dell'esistenza di Civitella d'Agliano risalgono all'incirca all'anno 1000 quando fu eretta una fortezza di cui nono rimane traccia. All'epoca la cittadina era governata dai conti Bovaccini ai quali successero i ben più potenti Monaldeschi di Orvieto. Fino a quando non divenne un comune, nel 1564, Civitella d'Agliano passò più volte ora nelle mani dei ghibellini ora in quelle della chiesa. Il piccolo borgo di san Michele in Teverina fu inglobato solo nel 1927 nel territorio della Civitella, nonostante la sua vicinanza che avrebbe reso logica la dipendenza da questo centro piuttosto che da altri. Oggi Civitella d'Agliano è una cittadina nota per l'ottimo vino locale e piacevole da visitare per alcune pregevoli testimonianze del passato.

Le 5 attrazioni imperdibili nelle vicinanze:

1 Il Duomo di Orvieto è un capolavoro dell'architettura gotica del centro Italia ed è considerato “il duomo più bello d'Italia”. La cattedrale cattolica romana porta il patrocinio dell'Assunzione della Vergine Maria e può essere vista da lontano. Nel 1889 la cattedrale ottenne anche il titolo di basilica minore. La sua costruzione iniziò nel XIII secolo e durò molti secoli con il contributo dei più importanti artisti italiani.  INFO

2 Civita di Bagnoregio sorge infatti su un terreno molto precario, situata su una platea tufacea, rischia il crollo perché i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione.
Ne sono testimonianza i maestosi "calanchi", in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri e che al tramonto danno all'intero paesaggio un aspetto lunare.
Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio, la cosidetta Civita che muore è un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato e dove si può giungere soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo. DA SAPERE 

3 Orvieto sotterranea. Le grotte di tufo di Orvieto sono cavità asciutte artificiali situate sotto la città di Orvieto, nell'Umbria sud-occidentale, in provincia di Terni, in Italia.
Lo strato tufaceo sottostante la città si è formato circa 300.000 anni fa dalle eruzioni dei monti Volsin. Le oltre 1200 grotte di tufo stesse sono state realizzate dalle attività di scavo dei residenti nell'arco di circa 3000 anni, distribuite in tutta la città. Gli scavi si sono fermati solo a cavallo tra XIX e XX secolo. Le grotte sono in gran parte inutilizzate dagli anni '50 e sono state elaborate scientificamente solo dagli anni '70. In precedenza, le grotte e le gallerie erano utilizzate per lo stoccaggio di cibo, vino e la produzione di merci, oltre che per fornire acqua alla città.
Solo una piccolissima parte delle grotte e dei tunnel può essere visitata in tour pubblici della durata di circa un'ora e mezza, ad es. B. un frantoio situato in una grotta di epoca medioevale con macine, frantoio, camino, mangiatoie per gli animali, condutture dell'acqua e cisterne. DETTAGLI

4 Civitella del Lago è di origine romana, come attestato da Plinio il Giovane. Arroccata come molti altri borghi della zona, in posizione dominante, nel medioevo fu un caposaldo difensivo di Todi. Governata dal XII sec. dalla famiglia dei Fredi, nel XVI secolo passò sotto la famiglia degli Atti che la governarono nel periodo successivo. Nel 1810 prese il nome di Civitella dei Pazzi, sembra per una presenza della famosa famiglia fiorentina, antagonista dei Medici. Successivamente alla realizzazione della diga di Corbara e dell'omonimo lago, prese il nome attuale di Civitella del Lago. Bellissimo il panorama che si gode che si estende fino al monte Argentario. Da vedere il Museo dell'Ovo Pinto che, in base alla tradizione contadina pasquale, raccoglie uova dipinte da artisti di tutto il mondo. LINK

5 Particolarmente suggestivo è il Borgo Mediovale, intatto nella sua struttura originaria, denominato "I Buchi", nome derivante dalla taglia minuta delle case e dei vicoli, un vero e proprio mondo antico perfettamente conservato. La chiesa di S. Niccolò del XVI sec., è dichiarata monumento nazionale e fù sobriamente progettata dall'architetto orvietano Ippolito Scalza. Al suo interno è conservato un prezioso trittico di Giovanni di Paolo Senese del XV sec.; sopra la porta un bellissimo organo del 1700 con 500 canne dei fratelli Fedeli. APPROFONDIMENTO

Nel cuore del borgo medievale

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